FOTOGRAFIA EUROPEA_010

A SUD DEL CONFINE  A OVEST DEL SOLE - TESTO DI MASSIMILIANO SCUDERI

Architetto, critico e curatore, è direttore della Fondazione Zimei. Ha curato mostre e seminari d’arte contemporanea in Italia e all'estero. Scrive e collabora con Flash Art ed Arte e Critica


Attraverso gli scatti di Alessandro Rizzi, chiunque può giungere alla consapevolezza che le immagini appartengono a tutti,  anche solo per un istante, per la durata di ciò che è si è percepito ed è volato via. Rizzi ha eletto la macchina fotografica a strumento espressivo privilegiato, costruendo in questi ultimi anni un abaco sterminatodi provini, frammenti di paesaggi umani, sociali, ambientali e naturali,  in cui tutto sembra apparentarsi in un grande progetto unitario. L’ambizione del racconto universale attraverso la frammentazione chimica del reale. La chimica che corrode nel tempo i negativi e per i quali la cura è l’unica delle possibilità, l’unica chance.

L’errore presente nella vita stessa si riproduce nei supporti che la racchiudono all’interno di piccole cornici, bordature della realtà che i negativi contengono. Realtà che chiede di uscire da quegli spazi delimitati, di farsi presente, partecipe, di occupare spazio. Spazio dei provini, delle fotografie alle pareti, spazio tra le dita delle mani che tengono i rullini da caricare su ormai vecchie macchine medio formato che Rizzi utilizza per tutti i lavori di questo lungo vocabolario, privato e universale al tempo stesso, anche per la vastità di luoghi e continenti raccontati.

Le fotografie di .. … partecipano alla costruzione ulteriore di questo mosaico, perennemente in equilibrio trail pragmatismo emiliano che radica Rizzi sapientemente a terra e la capacità dell’artista che sa vedere dentro le atmosfere di un racconto o di un luogo per poi trasformarle in una propria personale esperienza. 

La familiarità di Rizzi con l’Oriente è frutto di un amore e di un lungo periodo di residenza in Asia, iniziata in Cina nel 2003 e alternatasi tra il paese di mezzo e il Giappone negli anni successivi.  Non a margine si può parlare di una reale influenza sulla sua fotografia determinata dell’incontro con le culture orientali, costituendo nella personale esperienza dell’autore un’aggiunta di senso e il costituirsi di un nuovo concetto di casa. E’ proprio all’interno di questo nuovo paradigma chedue degli elementi caratteristici del lavoro “sulla fotografia” di Rizzi trovano uno dei terreni più fertili nei quali esprimersi:  La ricerca del gesto nel farsi del camminare. Assunto a motivazione e necessità, il cammino per le strade orientali diventa prima di tutto un camminare dentro se, una grande possibilità di ricerca favorita dalla sicurezza dei luoghi, dalla calma “frenetica” che l’Asia assicura. Un enorme contenitore di vite in strada interconnesse tra loro, per usare le parole dell’autore, che permette ancora di raccogliere i segni dell’ordinario non turbati dalle paure emotive dell’occidente o dalle fobie sulla privacy e con essi confrontarsi in un gioco di possibili rimandi dove il limite è costituito dalla propria personale capacità di sentire, ancor prima che di vedere. E’ su questo legame così stretto tra realtà, partecipazione a essa e “sguardo” personale cheRizzi opera e si muove in una continua ricerca di gesti sospesi nel tempo, di piccoli frammenti della memoria o di mode in divenire; tasselli di un abaco in perenne costruzione. In questo contesto l’autore, si sposta attraverso ambienti diversi, in ambiti urbani che mutano velocemente e nel mutare determinano le derive situazioniste di Rizzi, che filtra meccanicamente l’ atmosfera fertile dove esprimersi. C’è nella sua fotografia una fiducia forte nelle possibilità del mezzo, l’idea radicata di uno spazio per le fotografie che il divenire della vita stessa consente e che si distacca da molte delle analisi concettuali sulla fotografia contemporanea, riprendendo piuttosto il tema della meravigliae dell’incanto così presenti nelle culture orientali, materiale inesauribile e nascosto ma rintracciabile nella stessa materia delle cose e dei comportamenti.