On 24th November, one of my images of “In my place” series, will be exhibit in a Berlin Auction at the Pavlog gallery.
Mentre Parigi celebra la fotografia in uno degli scenari piu’ belli che le si possa offrire, il Palais Royal , un pezzo di fotografia italiana ma sopratrutto una persona splendida se ne’ andata, Paola Borgonzoni Ghirri, di cui ho avuto il piacere di essere amico in tanti pomeriggi passati insieme nella loro casa a pochi km dalla mia, sfogliando libri di Luigi e parlando della vita e della nostra adorata fotografia. Un abbraccio forte ovunque tu sia. Alessandro
On “D La Repubblica delle Donne” my assignment work “Il teatro al contrario”,
pictures story of a wonderful italian theatre
Some of my recent images I shot for Meetdesign are been posted on:
http://www.yatzer.com/A-Temporary-Design-Museum-in-Rome-Meet-Design-Show-2011
The leading italian newspaper “Corriere della Sera” publish today a special insert about the opening of MeetDesign, that will be celebrate today at Mercati di Traiano in Rome. The images I’ve shot with the collaboration of assitant Giovanni Fato, are part of a project with Rizzoli Group about this event, first of multi publications will be release in the next months.
www.meetdesign.it
I’ve been chosen by Rizzoli Group as the official photographer of MeetDesign, the new international design platform that will start in Rome in the fabulous interior set of Mercati Traianei. From the work of those days it will be released a book, an interpretation of the initiative in particular the unique location and contest. www.meetdesign.it
Il gruppo RCS lancia MEET DESIGN, una innovativa piattaforma multicanale che ha come obiettivo primario la divulgazione del design italiano attraverso iniziative di ampio respiro. Nasce così un contenitore di idee e di attività in grado di veicolare tutti i valori concettuali, progettuali, creativi e produttivi del settore per mostrare, ad un pubblico allargato, i protagonisti della cultura italiana dell’abitare.

I recently shot in Rome a story for the current “D, La Repubblica delle Donne magazine”.
I would thank you to Achille Filipponi in Rome and all the picture department at D magazine
Last week I’ve been invited from the new London based PORT Magazine, to shoot a personal creative series about Ferrari in Maranello.
Today I have shot walking around the Ferrari’s world and It has been a fabulous experience.
Lovely magazine and lovely people work for PORT. http://port-magazine.com/
Nel Novembre del 2010 presi la decisione di dedicare l’anno che arrivava non piu’ a lunghe trasferte, viaggi a Beirut o immersioni asiatiche nella mia amata Tokyo ma di tuffarmi in una lunga camminata a ritroso tra negativi archiviati e fotografie non sviluppate sino a quel momento.
Il proposito era di utilizzare i miei negativi come scusa per concedermi una sosta, capire da un’altra angolazione cosa avevo vissuto tra Cina e Giappone negli ultimi 8 anni, ricordare feeling dimenticati e riguardare il mio lavoro da diverse altre angolazioni.
Dopo 7 mesi di scansioni, editing, captions e altro, ora quell’ immenso lavoro che l’archiviazione richiede sembra essere piu’ umano e ormai on via di conclusione.
Entro l’autunno dovrei pubblicare con Damiani editore il mio libro su Tokyo frutto di diversi viaggi tra il 2004 e il 2010 e mettere online diversi lavori che la quotidianita’ mi ha fatto lasciare indietro.
Riguardando migliaia di fotografie mi sono chiesto quale sia e se esista un concetto di contemporaneita’ delle immagini, quali le caratteristiche, quali le peculiarita’.
Da un lato mi pare che la tecnologia, lo sviluppo tecnologico delle macchine digitali, abbia creato una dimensione del contemporaneo intesa come abitudine alla fruizione di determinati valori e caratteristiche estetiche.
Le fotografie di reportage, di streetphotography o piu’ in generale tutta la documentary photography ha trovato nella “libertà” del mezzo una sua definita operativita’. Mi pare cioe’ che le caratteristiche delle fotocamere abbiamo illuso i suoi fruitori allargando apparentemente il numero di soluzioni colore o di interpretazioni postacatto ma costringendo in realta’ alla valorizzazione di quelle caratteristiche che la tecnica digitale ha intrinseca e che nel nome della liberta’ espressiva tende al contrario a una omologazione degli stili.
Credo che la prassi di un utilizzo in questo senso stia portando la fotografia e la fotogenia a rivolgersi o meglio a tornare all’illusione di una presunta pittoricita’ sia in termini estetici sia in termini di mercato, sostenendo la necessita’ di una unicita’ dello scatto che ricordi il quadro o la dimensione dell’errore nell’immagine che sembra scaturire da una fotografia spostanea e pseudo romantica.. Penso in questo senso al recupero di tonalita’ o ingressi di luce che nel loro essere “sbagliati” stingono l’occhio a una errata concezione del Contemporaneo inteso come non controllato, frutto di una apparente assenza di pensiero.
Di conseguenza la pubblicita’ ha utilizzato ampiamente questo concetto di Contemporaneo, perche’ rassicurant e in un momento di crisi economica e sociale in quanto gia’ sperimentato e sopratutto appoggiato al recupero di stili passati ed estetiche romantiche.
Proprio in conseguenza di tali modalita’ la fotografia si trova sempre piu’ proiettata e spinta verso l’invenzione della realta’ e non piu’ per una sua interpretazione..
Credo personalmente ci sia ancora spazio per una fotografia che sia biografia personale e particella di storia collettiva ma penso anche che vada allontanata la facile seduzione del luogo contemporaneo come scena del contemporaneo pur nella possibilita’ di magnifiche immagini..
Non intendo dire che la grande citta’ non sia piu’ un luogo di elezione, teatro della vita perfetto per la fotografia, ma piuttosto che la contemporaneita’ degli stili che in una grande citta’ si stratificano non significa necessariamente creazione di fotografia contemporanea, attuale, interessante.
Piuttosto appare oggi che la fotografia sia in ritardo rispetto all’architettura, alla grafica o a altre forme creative e interpretative della realtà;
per questo penso che vada recuperato piuttosto il senso di una lunga biografia personale attraverso la fotografia e che altri teatri meno appariscenti riescano a far affiorire un maggiore senso del contemporaneo, intendendo con esso la novita’ del gesto o di un diverso modo di relazionarsi socialmente e fisicamente con gli altri rispetto al contesto “moderno” a cui spesso affidiamo il senso del nuovo.
Alessandro










